App tracciamento, i dati saranno cancellati entro il 31 dicembre

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L’uso delle app di tracciamento sta facendo molto discutere, specialmente quando troviamo aziende come Google a promettere un tracciamento pulito, senza secondi fini.

Dare nelle mani dei colossi tech, affamati di dati, le nostre informazioni private, non sembra la migliore delle idee. Perplessità restano però anche sulla app Immuni, sulla quale arrivano però alcune rassicurazioni.

Secondo il governo, i dati raccolti da Immuni cesseranno entro il 31 dicembre 2020.

Quelli che verranno raccolti sono quindi dati momentanei, gestiti dal Governo e cancellati una volta rientrata l’emergenza.

Restano i dubbi sulla sicurezza dell’app dagli attacchi esterni, che potrebbero avvenire, soprattutto in un periodo di esposizione agli attacchi informatici e avanzamento del cybercrimine.

La App Immuni, sembra però molto meno invasiva di quello che si temeva e , la bozza del nuovo decreto, potrebbe dare qualche rassicurazione in più.

Da quanto si legge, i dati relativi ai contatti stretti dell’app di tracciamento saranno conservati “anche nei dispositivi mobili degli utenti, per il periodo strettamente necessario al trattamento”.

L’applicazione sarà solo volontaria, e si esclude la geolocalizazione, sostituita da un più sicuro “tracciamento di prossimità”.

Chi sceglierà di non installare Immuni, non avrà”alcuna limitazione o conseguenza in ordine all’esercizio dei diritti fondamentali dei soggetti interessati ed è assicurato il rispetto del principio di parità di trattamento”. La piattaforma è realizzata con il solo scopo di prevenire una seconda ondata di contagio, e di gestire meglio i contatti con persone che risulteranno positive al virus.

La speranza è che le promesse siano mantenute e che, un organo di vigilanza, garantisca la distruzione dei dati raccolti.

Resta poi da capire se Google e Apple, avranno comunque modo di ottenere i dati raccolti.

Del resto, le app in questione gireranno proprio sui sistemi operativi delle due aziende.

In ogni caso, il tracciamento degli utenti è già attivo sui sistemi descritti, forse in modo molto più invasivo.

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