Conte parla della sicurezza in rete e della regolamentazione del web

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Quella della libertà sul web e, all’opposto, la richiesta di maggiore controllo è una questione spinosa che interessa moltissimo il dibattito politico attuale.

Secondo conte, il web “non deve rimanere uno spazio estraneo alla regole e impenetrabile da parte dell’ordine giuridico: L’autoregolamentazione non basta, internet deve essere governato percorrendo non la strada inammissibile del controllo o peggio ancora della censura, bensì con regole e garanzie con le quali bilanciare adeguatamente due valori primari, la sicurezza e la libertà personale e la riservatezza dei dati personali”.

Conte parla poi del cybercrimine che definisce una “minaccia persistente e immanente, che va pervenuta e contrastata nella realtà quotidiana”.

Fondamentale nei piani del premier è la tutela dei dati, messa a rischio dalle grandi compagnie del web.

La tutela dei dati è “fondamento ineludibile della sicurezza individuale e collettiva”. “A minacce e attività criminali che viaggiano sulla rete e travalicano i confini nazionali – continua – occorre contrapporre in modo convinto è coordinato un’altra rete, quella dei rapporti collaborativi, declinati all’insegna dell’efficacia e dell’immediatezza dei risultati.”

“La minaccia cibernetica e gli effetti dirompenti della trasformazione digitale sulle organizzazioni pubbliche e private sul tessuto produttivo e sulla vita di ciascuno di noi, impone una revisione profonda della nozione stessa di sicurezza”, continua conte, riferendosi probabilmente all’identità digitale.

Per il premier la cybersicurezza è “un bene costituzionale che gode di tutela prioritaria, un bene supremo e immateriale” del quale “si avverte sino in fondo l’importanza solo quando viene a mancare”.

Secondo Conte, “i pericoli originati “dal” e “nel” mondo virtuale possono poi velocemente propagarsi al mondo reale, comportando danni seri e duraturi”.

Un discorso che mostra una presa di posizione piuttosto netta, oltre a un accresciuta consapevolezza dei pericoli che arrivano dal crimine in rete e dagli attacchi sempre più pressanti e incisivi che potrebbero compromettere la tecnologia del futuro più prossimo.

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