Death Stranding: Kojima parla di un elemento toccante riguardo alla sua famiglia

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Nel corso di un’intervista, Kojima ha parlato di una storia personale molto toccante, legata proprio a Kojima Productions e al suo ultimo gioco, Death Stranding.

Hideo Kojima ha perso il padre a soli 13 anni.

La madre l’ha cresciuto praticamente da sola, portando i due a instaurare un legame fortissimo.

Proprio i legami sono alla base del suo ultimo gioco e lo caratterizzano nel profondo.

A quanto pare, quando Kojima è uscito da Konami e ha realizzato la sua compagnia, ha pensato di non dirlo alla mamma per evitare di darle delle preoccupazioni.

Avevo pensato ‘glielo dirò quando avremo un pochino di successo’, perché non volevo che lei si preoccupasse per me.

Purtroppo, la madre di Kojima è deceduta proprio all’inizio dei lavori con la Kojima Productions, portando il lutto nei pensieri dell’autore e influenzando con grande dolcezza e riflessione la sua ultima opera, il capolavoro Death Stranding di cui si sta parlando moltissimo in questi giorni.

I fantasmi nel gioco (le CA) – forse i miei genitori sono uno di loro, continuano a vedermi mentre sono in questo mondo. Volevo esprimere questo tipo di metafora: che, dentro di te, sei sempre connesso alle persone che non ci sono più.

Kojima ha spiegato di essere molto pentito di non avere parlato alla madre della sua nuova software house.

Purtroppo non ne ha avuto il tempo.

Il legame con la mamma rimane però per sempre e Kojima ha voluto raccontarlo proprio in occasione di un’intervista sul suo nuovo gioco e sul futuro di Kojima Productions.

Death Stranding è disponibile su PlayStation 4 dall’8 novembre.

Uscirà anche su PC nell’estate del 2020.

Death Stranding è un’opera di una profondità senza pari.

Un vero e proprio capolavoro capace di toccare tematiche difficilmente viste in un videogioco.

L’impronta della perdita diventa oggi evidente.

L’intervista rilasciata da Kojima rende infatti più chiare molte tematiche del titolo.

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