Facebook in causa con le aziende cinesi

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Quando si parla di Facebook, negli ultimi tempi, è più probabile che la notizia sia legate a cause legali e violazioni della privacy che a novità e aggiornamenti per il social di Zuckerberg.

Facebook, continua comunque a detenere il monopolio del mondo dei social network. Monopolio che tiene stretto, agendo spesso in modo poco trasparente, come la recente vicenda dei numeri telefonici eternamente registrati all’interno del social, e soprattutto in chiaro…

Ecco che, tra una magagna e l’altra, la compagnia che ha creato il web moderno, fa causa a ben quatto società cinesi, accusandole di aver venduto account falsi, follower e “mi piace”, utilizzati per campagne di disinformazione e attività illecite.

Una causa che mostra la fragilità del social, e le enormi difficoltà di chi lo gestisce, di regolare il sottobosco che si va a creare tra fake news e criminalità.

Il colosso ha quindi depositato la denuncia presso il tribunale di san Francisco.

La causa in questione comprende, oltre agli account del social blu, quelli di Instagram, social rampante ma anche ricco di irregolarità, dal momento ce, in pochi giorni nascono profili da milioni di inspiegabili follower.

La richiesta è un risarcimento di 100mila dollari.

Le compagnie incriminate avrebbe infatti venduto per anni, pacchetti di like e follower attraverso siti con nomi simili a quello del social principale.

L’accusa è quindi quella di violazione del marchio aziendale, oltre che di attività illecite all’interno del social stesso.

In verità, sembra quasi che ciò che interessa principalmente alla società sia la violazione del marchio, e non tanto l’utilizzo scorretto del social network.

Non dimentichiamo infatti che, sia da contenuti legali che illegali, a guadagnarci, alla fine dei conti è i brand di Zuckerberg.

Una valanga di account falsi, per il social sono semplicemente account, numeri e possibilità di crescita a sviluppo della piattaforma.


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