Google, Yaoo e gli altri leggevano le nostre mail?

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La rete, con i suoi servizi gratuiti e la condivisione dei nostri dati privati è sempre stata un grande inganno, basta riflette un momento per renderci conto che niente viene dato per niente, soprattutto quando questo niente implica il mantenimento di enormi server e la tenuta di aziende gigantesche come Google.

Ed ecco che dopo lo scandalo di Facebook e le varie crisi legate alla privacy degli ultimi tempi, salta fuori una nuova magagna che vede i colossi del web spirare i loro ignari utenti. Tra gli additati per una grave violazione della privacy, ci sarebbero infatti Gmail, Yahoo e Microsoft, senza contare altri nomi minori che si uniscono a questa scuderia di presunti colpevoli.

Tutto è nato sul Wall Street Journal che ha riportato in queste ore la notizia che vede Gmail, Yahoo, Microsoft e altri grandi servizi mondiali della posta elettronica con la possibilità di entrare nelle nostre caselle mail.

Questo significa che fin dagli albori del mondo mail, i colossi del web hanno avuto la possibilità a loro piacimento, e senza lasciare alcuna traccia di leggere tutte le nostre conversazioni e mail.

Una cosa che a pensarci bene pare ovvia, dato che viene offerto un servizio su una piattaforma esterna che non ci appartiene e, di conseguenza chiaramente nelle mani del provider. La particolarità è però il fatto che alla creazione della casella una serie di clausole da noi accettate (99 su 100 senza nemmeno leggerle) prevedeva ai grandi provider di accedere liberamente alla nostra mail, e non solo, abbiamo accettato anche di permette alle terze parti di entrare e controllare le nostre conversazioni.

Questo regolamento è sì legale, ma ci sono dei punti oscuri e poco chiari: le clausole di Gmail, Yahoo e Microsoft sarebbero infatti poco trasparenti, non si capisce infatti perché e in quali occasioni, non solo Google e compagnia ma anche terze parti possano accedere alle nostre mail e con quali scopi precisi.

Il nuovo scandalo è servito sul piatto, la rete, ormai è chiaro, non è il luogo che pensavamo e non sarà più quello che è stato agli occhi degli utenti fino ad oggi.


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