Hideo Kojima parla del futuro dei videogiochi

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A pochi giorni dall’uscita di Death Stranding, Hideo Kojima parla del suo nuovo lavoro e del futuro dei videogiochi.

Kojima è molto affascinato dalla VR, una tecnologia non troppo fortunata e ancora poco sfruttata.

A quanto pare però, per Kojima, il futuro del media non è nella realtà virtuale, ma in prodotti più classici e nuovi modi di interagire con i mondi di gioco.
“Vorrei creare qualcosa che non causi problemi di chinetosi”, ha spiegato.

“La realtà virtuale mi interessa davvero, ma non credo di essere sufficientemente libero. Nel panel di ieri ho detto che in 120 anni dalla creazione del cinema da parte dei fratelli Lumiere, abbiamo avuto sempre un monitor o comunque una cornice tipo quella dell’iPad o dell’iPhone. La VR è libera da queste limitazioni. Quindi vorrei decisamente occuparmene, ma non ho il tempo per focalizzarmi sul settore in questo momento”.

Un mondo VR creato da Kojima potrebbe essere davvero qualcosa di straordinario.

Come sempre però, almeno per il momento, la realtà virtuale sembra dedicata a “esperienze” e poco utilizzabile per prodotti più complessi.

“L’uso della VR probabilmente si sposa meglio con l’educazione o la simulazione rispetto al gioco. Penso che prima o poi ci sarà una svolta nella fruizione dei contenuti in VR. Ma nei prossimi cinque anni penso che sarà lo streaming la novità più importante”.

E chi sa se Kojima ha in mente un piccolo progetto, magari per la nuova PS VR 2, che dovrebbe arrivare assieme a Playstation 5.

Anche il cloud gaming potrebbe influire sul futuro dei visori, per il momento prodotti di nicchia e totalmente in disparte rispetto al mondo dei videogiochi classici, più fruibili e meno impegnativi sotto il punto di vista dell’immersione VR, in certi casi eccessiva.

Kojima si prepara al lancio del suo titolo che potrebbe riservare ancora molte sorprese tenute nascoste.

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