I colossi del mercato cinese puntano a contrastare Google

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A quanto pare, i colossi della telefonia mobile cinese vogliono sfidare Google e il suo Play Store, al momento in condizioni critiche tra malware e app spia.

Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo si stanno unendo per dar vita al loro store personale che potrebbe supportare anche il lancio di un sistema operativo anti-Android, come quello progettato da Huawei.

La novità si prende il nome di Global Developer Service Alliance (Gdsa) e dovrebbe rendere più facile portare le proprie app sugli smartphone delle quattro compagnie che detengono, da sole, il 40% della base installata mondiale.

Resta da capire se, la crisi del Coronavirus possa aver rallentato questa operazione commerciale.

In Cina, i servizi di Google sono vietati, e gli utenti utilizzano direttamente i negozi di Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo.

Nel resto del mondo, gli utenti utilizzano invece il Play Store, nonostante la sua scarsa sicurezza e i suoi gravi problemi che stanno emergendo giorno dopo giorno.

La Gdsa “serve esclusivamente a facilitare l’upload delle applicazioni da parte degli sviluppatori nei rispettivi app store di Xiaomi, Oppo e Vivo”, spiega la stessas Xiaomi.

Viene negata la sfida diretta a Google:

“Non vi è alcun intento competitivo tra questo servizio e Google Play Store”.

A quanto pare però, presto potrebbe emergere un’alternativa al colosso di Mountain View.

Uno store alternativo, capace di offrire per la prima volta una concorrenza interna al mondo Android, e forse favorire la diffusione di nuovi sistemi operativi mobile.

Staremo a vedere quale sarà il futuro di questa operazione.

Di sicuro, Google si troverà a dover migliorare il suo Store in caso di concorrenza, cosa che potrebbe fare solo bene a noi utenti, ormai costantemente sotto l’attacco di malware, spyware cryptominers e altri software nocivi che sembrano aver scelto il Google Play Store come luogo di diffusione preferito.

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