Microsoft ritira Groove Music

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E’ alle porte l’imminente ritiro di Groove Music, il servizio di Microsoft per Windows 10 che permette di creare la tua personale playlist e di ascoltarla in ogni momento.

Microsoft ha cambiato il nome, all’allora Xbox Music, in Groove Music due anni fa, con l’idea di rendere il suo servizio di streaming musicale più importante per i consumatori. Nonostante il cambiamento di nome, Groove si sentiva sempre un po messo da parte, come qualcosa che i consumatori non conoscevano e non utilizzavano.

Ora la Microsoft sta per ora rinunciare alla Groove Music e ad agire in collaborazione con Spotify. Microsoft smetterà di vendere presto Groove Music (per la musica in streaming) e tutti i clienti sottoscritti al servizio in abbonamento, verranno rimborsati pro-rata una volta che il Groove Music Pass verrà sospeso il 31 dicembre. Dopo il 31 dicembre, l’applicazione Groove Music di Microsoft non supporterà più la musica in streaming o la possibilità di acquistare e scaricare brani.
Microsoft sta collaborando con Spotify per facilitare gli abbonati di Groove Music a spostare le proprie playlist al servizio di streaming musicale rivale. Un’aggiornamento all’applicazione Groove Music sarà disponibile per gli utenti di Windows 10 la prossima settimana.

Microsoft e Spotify hanno già lavorato insieme su un’applicazione Windows 10 e un’applicazione separata per Xbox One, quindi non c’è da sorprendersi nel vedere che Microsoft ha deciso di scegliere Spotify come suo partner ottimale per gli abbonati di Groove Music.

Mentre Groove Music sta completamente scomparendo, Microsoft afferma di continuare a investire nell’applicazione musicale per Windows 10 affinché gli utenti possano ancora accedere ai file MP3 locali e quelli memorizzati in OneDrive. Gli utenti iOS e Android di Groove Music potranno inoltre continuare a utilizzare la musica di OneDrive, ma fino al 31 dicembre.

Microsoft ora consiglia agli utenti di Windows di provare Spotify per la loro musica in streaming. Questa è una grande spinta per Spotify, ma anche un ammissione che l’era di Zune è completamente finita per Microsoft, in quanto cerca dei partner invece di creare i propri servizi.


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