Offline la piattaforma Gab

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Gab, la piattaforma utilizzata dal killer della strage di Pittsburgh che ha fatto 11 vittime durante una sparatoria all’interno di una sinagoga, è stata messa offline. Gab è considerata l’alternativa di destra a social media come Facebook e Twitter:”Sara’ inaccessibile per un po’, siamo sotto attacco”, scrivono i curatori del social, al momento alla ricerca di un nuovo provider dopo che GoDaddy, quello attuale ha dato 24 ore per spostare il dominio, dopo di che lo ha chiuso.

Gab, è stata inoltre bannata anche da Paypal e da altri servizi di pagamenti offline, anche Stripe sta pensando di eliminarla.

“In risposta alle critiche ricevute nel weekend, GoDaddy ha indagato e scoperto numerosi contenuti sul sito che promuovono e incoraggiano la violenza contro le persone”, ha spiegato il provider prima di chiudere il sito web ospitato.

Anche Medium ha chiuso i rapporti con Gab, passando per Apple e Google. Adesso però il dibattito si sposta sulle responsabilità. Gab infatti non è una piattaforma nata per generare odio e contenuti criminali, ma una semplice app, scelta per qualche motivo, forse per la scarsa sorveglianza da determinate frange estreme.

Nato come un luogo online dove difendere la libertà di espressione senza cadere nelle censure dei social più famosi, Gab è rapidamente diventato uno dei “safe haven” dell’estrema destra USA, oltre che un crogiolo di pornografia che costrinse già tempo addietro la stessa app a creare dei filtri antiporno.

Con i tragici eventi che la vedono protagonista, dal momento che il killer di Pittsuburgh la utilizzava come principale piattaforma di propaganda, il destino di Gab sembra ormai segnato.

E’ molto difficile infatti che qualcun altro abbia intenzione di offrire lo spazio alla piattaforma in questione, che si trascina ormai una fama difficile da togliere. E’ possibile che gli sviluppatori scelgano di limitare alcuni contenuti, in questo caso però l’interesse per Gab crollerebbe definitivamente.


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