I pc emettono radiazioni?

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Sin da piccoli i nostri familiari adulti ci hanno raccomandato di non stare troppe ore davanti ad uno schermo qualsiasi, dalla tv al Pc alle console. Molti affermano che tali dispositivi, soprattutto il PC, emanino radiazioni...ma sarà vero?

In realtà le opinioni discusse riguardo questo argomento sono molteplici ed eterogenee. La domanda che spesso ci si pone è: il computer fa male? Se sì, quanto, e in quale misura? Questi sono quesiti generici.
Il discorso radiazioni deve essere chiarito alla radice. Nella fisica, lo spettro elettromagnetico riassume tutte le frequenze delle possibili radiazioni. Tali frequenze sono suddivise in bande e lo spettro ottico indica quelle radiazioni visibili all’occhio umano.
Le radiazioni con lunghezza d’onda molto contenuta sono le più pericolose, le ”ionizzanti” (ultravioletto, raggi X e raggi gamma).

I monitor LCD funzionano grazie alle proprietà ottiche dei cristalli liquidi, sostanze localizzate tra superfici vetrose con numerosi contatti elettrici (componenti che identificano il pixel). Grazie ai filtri polarizzatori, sulle facce di ogni vetro, e all’applicazione del campo elettrico, si possono regolare le caratteristiche della radiazione luminosa emessa.
Per gli schermi LED, si parla di tecnologia che utilizza schermo LCD con retroilluminazione e un numero variabile di led.
Con l’avvento degli schermi LCD, l’emissione di raggi X è divenuta pressoché nulla, grazie anche alle tensioni contenute.

Per quanto riguarda l’ultravioletto, la maggior parte degli LCD possiedono un tubo fluorescente che è il principale responsabile delle sue emissioni; tuttavia, tale componente viene schermato per prevenire tali emissioni, che misurati risultano irrilevabili.
I Led, infine, non emettono affatto emissioni UV perché l’unica frequenza utilizzata non fa ingresso in quello spettro.

Per concludere, il pericolo radiazioni è praticamente inesistente. L’attenzione andrebbe posta sulla posa ricurva che spesso assumiamo mentre usiamo il PC, e alla stanchezza visiva che può provocarci un suo uso prolungato.
L’astenopia, ad esempio, è un disturbo visivo sulla debolezza degli occhi, spesso conseguenza di un eccessivo sforzo.
Limitare sempre l’uso di un dispositivo, impostare una corretta postura e illuminare adeguatamente l’ambiente di lavoro.


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