I social ads: ecco come sfruttarli

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L’utilizzo dei social ads è ormai diventato pratica comune nel mondo del marketing online, anche se troppo spesso vengono ancora commessi degli errori che depotenziano i loro vantaggi. Usati per ridurre il calo della reach organica sui social network, essi presuppongono un certo investimento: è questo uno dei motivi principali per i quali è indispensabile non compiere sbagli. Per esempio, è essenziale porsi i giusti obiettivi: insomma, non ha senso iniziare a progettare un annuncio sui social se non si ha in mente il motivo per cui lo si sta facendo. I traguardi da raggiungere sono potenzialmente numerosi: ottenere lead o creare brand awareness, per esempio. Gli esperti suggeriscono di puntare su obiettivi SMART, là dove SMART non vuol dire solo INTELLIGENTI, ma è anche l’acronimo di Specific Measurable Attainable Relevant Time-Bound: gli obiettivi, cioè, devono essere specifici (precisi, non generali), misurabili (quantificabili), raggiungibili, pertinenti (rilevanti) e con una scadenza in termini di tempo.

Una volta che gli obiettivi sono stati identificati, pianificare una campagna diventa molto più facile; viceversa, una campagna di social ads è vicina al fallimento in assenza di uno scopo specifico. Ma come si fa a capire quali sono gli obiettivi che devono essere impostati? Occorre pensare in primo luogo alle esigenze dell’audience a cui ci si vuole rivolgere e alle modalità che possono essere sfruttate per garantire una soluzione.

Come creare gli ads

L’uso dei social ads, di cui si parla anche nella pagina https://www.gruppodigitouch.it/servizi/amplification/social-media-advertising/, deve essere sempre pianificato in maniera meticolosa, anche perché essi non sono tutti uguali. Ogni social network, per esempio, ha dei requisiti specifici e delle caratteristiche uniche per gli ads che possono essere utilizzati: ecco perché i contenuti devono essere ottimizzati affinché possano essere rispettati. Bisogna, dunque, studiare ads diversi per piattaforme diverse: su Facebook, per esempio, le immagini dovrebbero avere dimensioni di 1200 x 628 pixel e i testi non dovrebbero superare i 90 caratteri, mentre su Instagram si può arrivare a un massimo di 2200 caratteri, ma con immagini di 1080 x 1080 pixel.

Monitorare gli ads

Non si può fare a meno di monitorare in modo costante gli ads: se ci si dimentica di tenerli sotto controllo, l’investimento che è stato compiuto è destinato a rivelarsi inutile. Bisogna, tra l’altro, rimuovere le variabili più costose di targeting, come la posizione geografica, le fasce di età e gli altri dati demografici, in modo che la redditività degli ads possa essere massimizzata. Sapere come stanno andando gli annunci consente di prendere decisioni immediate senza perdere tempo: i contenuti che non offrono i risultati auspicati possono essere bloccati o comunque sospesi, anche per indirizzare il budget verso i contenuti che, invece, garantiscono performance apprezzabili.

Affinché i social ads siano in grado di garantire la massima resa, è bene che i contenuti che vengono condivisi rispecchino le caratteristiche e le attese dell’audience a cui si fa riferimento. Le informazioni disponibili sugli utenti target devono essere impiegate in maniera strategica. Gli insegnamenti delle campagne organiche devono essere messi sempre a frutto, in quanto i contenuti organici costituiscono un importante indicatore di ciò che attrae gli utenti. In presenza di un post organico che si è dimostrato poco efficace, nulla vieta di riproporlo magari verso un’audience più specifica e selezionata; o, d’altro canto, si può scegliere di non usarlo per gli annunci.

Infine, l’ultimo accorgimento da valutare è quello relativo alla pianificazione del budget: un’attività che permette di programmare il futuro sotto ogni punto di vista, magari da svolgere a cadenza mensile. Ciò permette di quantificare il successo di ciascuna campagna e di misurare la loro resa in maniera dettagliata e precisa.


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