SSD: tecnologia e recupero dati

Maggior resistenza agli urti, dimensioni e peso ridotti ma soprattutto e prestazioni da urlo! Partendo da questi stupefacenti presupposti comincia l’era dell’SSD e la progressiva  scomparsa degli Hard disk è già cominciata.

Ma cos’è un SSD e cos’ha di così diverso da un Hard Disk?

Ogni computer al mondo costruito fino ad oggi è dotato di una cosiddetta “memoria di massa” ossia uno spazio fisico dove risiede il sistema operativo e dove naturalmente memorizzare dati dell’utente.  La tecnologia universalmente utilizzata fino ad oggi si basa sull’utilizzo di uno o più dischi rigidi di tipo magnetico (da qui il nome: Hard Disk) che vengono percorsi da una serie di testine meccaniche .  Benché questa tecnologia negli anni abbia subito notevoli miglioramenti sia in termini di prestazioni che di affidabilità è ora giunta al suo termine fisiologico. I nuovi supporti di memoria sono ora basati sulle diffusissime memorie flash NAND, un particolare chip eeprom di tipo NAND.  I vantaggi sono molteplici: minori consumi, rumorosità del tutto assente ma soprattutto prestazioni super!

Data la mancanza di parti meccaniche in movimento e grazie anche alla naturale robustezza costruttiva degli SSD il rischio di guasti accidentali e conseguente  perdita di dati è certamente diminuito, seppur chiaramente non scongiurato del tutto. Cosa succede infatti quando smette di funzionare e l’SSD non è viene riconosciuto dal sistema?

Un semplice guasto elettrico o un forte urto possono comunque determinare l’impossibilità di accedere al contenuto dell’SSD.

Quando l’SSD non viene più riconosciuto dal sistema a nulla servono i comuni metodi informatici basati sull’utilizzo dei software  e l’unica soluzione è rivolgersi a una ditta specializzata nel recupero dati. Così come le tecnologie di memorizzazione sono cambiate sono di conseguenza cambiate in modo del tutto radicale le tecniche necessarie per operare il recupero dei dati.  Parti meccaniche di ricambio, la tanto declamata camera bianca e strumentazioni per il recupero di Hard Disk in casi come questo sono del tutto inutili.

 

Per meglio capire cosa sta cambiando è necessario capire come funziona un SSD:

Come dicevamo i dati non risiedono più su dischi magnetici ma all’interno dei microchip.

Un SSD va considerato secondo tre elementi fondamentali:

il controller,  il firmware e la memoria NAND. Prestazioni, efficienza, longevità ed affidabilità, dipendono dalla combinazione di questi tre elementi. Di solito chip di memoria e controller sono prodotti da fornitori esterni, mentre PCB e firmware sono sviluppati dal produttore di SSD in base al modello, alla capacità ed anche alla linea di produzione.

La differenza tra un’architettura ed un’altra è enfatizzata dal firmware ell’SSD: un complesso software gestito dal controller che si occupa della gestione di tutte le operazioni di input/output , sia lato host (SATA) che lato memorie flash NAND . Alcune delle funzioni principali riguardano l’ottimizzazione delle operazioni di scrittura, la gestione dei comandi SATA , senza ovviamente trascurare le prestazioni.

Importante fattore da considerare è poi la durata fisica delle celle di memoria.  Riguardo a questo problema entra in gioco un particolare algoritmo chiamato “Wear Leveling” che ha il compito di impedire scritture ripetute sulle stesse celle trascurandone altre.

Mediante l’utilizzo di questo tipo di algoritmo il controller sarà in grado di rendere omogeneo l’utilizzo di tutte le celle di memoria prolungandone la vita media. Migliore sarà tale algoritmo e più lunga sarà la durata delle celle.

Le memorie NAND utilizzate negli SSD utilizzano principalmente 2 tipi di tecnologie:   single-level cell (SLC) in cui ogni cella memorizza solo un singolo bit e multi-level cell (MLC) dove ogni cella può memorizzare due bit di informazione. I dispositivi MLC di conseguenza hanno una maggiore densità di memorizzazione, costo inferiore, ma per contro inferiori prestazioni e affidabilità.

Nel mercato attuale gli SSD basati su memorie SLC sono destinati al mercato professionale ed hanno costi nettamente superiori a quelli con tecnologia MLC.

L’organizzazione interna di una memoria Flash è costituita da gruppi di celle chiamati Pagine. Gruppi di pagine costituiscono invece altre unità chiamate blocchi.

Le pagine e la struttura del blocco sono particolarmente importanti per le prestazioni SSD a causa delle peculiarità tipiche delle memorie flash.

Fondamentalmente le memoria flash usate in un SSD sono dello stesso genere di quelle usate nelle comuni pen drive USB. Queste ultime non sono molto veloci, poiché la velocità di picco di una NAND-flash varia tra 5 e 40 MB/s circa.

Perché gli SSD sono invece notevolmente più veloci? Semplicemente perché  la loro struttura costruttiva è basata su un criterio di parallelismo. Le reali performance di un disco a stato solido, infatti, derivano dal fatto che viene eseguito l’accesso a più chip contemporaneamente. Se ad esempio ogni NAND garantisce 20 MB/s di bandwidth e si accede contemporaneamente a 10 chip, la velocità globale sarà pari a 200 MB/s.

Ecco un’altra differenza sostanziale rispetto agli hard disk: mentre questi ultimi leggono e scrivono a partire da una medesima singola porzione del piatto, negli SSD tale concetto non è valido poiché  vale il criterio del parallelismo. Una sorta di multithreading, quindi. Con le riserve del caso, possiamo liberamente paragonare questa tecnologia a un piccolo sitema RAID0 interno.  Molti drive SSD hanno controller che gestiscono più canali, solitamente variabile tra 4 e 10.

Senza addentrarsi in tecnicismi inutili è facile quindi capire come i dati vengano distribuiti, miscelati e frammentati in tutta la superficie della memoria secondo algoritmi complessi.

Come ci spiega un responsabile di SOSdati (www.sosdati.it), una giovane azienda tutta italiana specializzatasi proprio nel recupero dati da supporti basati su memorie flash (i nostri SSD appunto):

“la difficoltà del lavoro di recupero dati è il sapersi orientare tra algoritmi complessi che regolano la distribuzione dei dati tra i chip oltre che al loro interno.  Il settore è del tutto nuovo in quanto ora si ha a che fare esclusivamente con l’elettronica, in questo brevissimo periodo in cui la distribuzione e commercializzazione degli SSD ha cominciato ad essere considerata dal grande pubblico abbiamo già avuto modo di incontrare decine se non centinaia di soluzioni diverse adottate dai vari produttori e già disponibili in commercio in cui la distribuzioni dei dati nell’intera matrice di memoria viene gestista con algoritmi e soluzioni molto diverse l’una  dall’altra . Abbiamo scelto di specializzarci proprio in questo per offrire la migliore risposta sul mercato italiano ed europeo ad ogni tipo di danneggiamento o esigenza di recupero dati da SSD o dispositivi basati su memorie flash come pen drive, memory card per macchine fotografiche e non solo, indipendentemente dalla marca e modello. Non esistendo in questo settore soluzioni “preconfezionate” per ogni caso è indispensabile un aggiornamento continuo delle nostre metodologie. Per far fronte anche ai casi più complessi una divisione del nostro laboratorio è dedicata alla ricerca e allo sviluppo di nuove soluzioni. In termini di risultati siamo ad oggi in grado di offrire ai nostri clienti: risposte immediate con preventivi completamente gratuiti ed eseguiti entro le 24 ore. Lavorazioni in completa autonomia, quindi senza la necessità di inviare i supporti dei clienti all’estero, come invece fanno la maggior parte delle aziende italiane. Da questo impegno ne derivano prezzi molto competitivi, oltre a sicurezza e privacy massima”.

Scegliere un SSD oggi per il proprio computer attualmente è certamente una scelta vincente in termine di prestazioni e in caso di sfortunati disastri anche in Italia c’è chi può occuparsene.

[notification type="info"] Un ringraziamento speciale a SOSdati.it – l’azienda specializzata nel recupero dati – che ci ha fornito il materiale e le immagini per il seguente articolo e fornisce un’ottima assistenza nel recupero dati da SSD, pen drive e qualsiasi altro supporto di memoria a stato solido. [/notification]


2 anni ago byin Cellulari, Smartphone & Hitech , Generale e Varie , Web e InternetYou can follow any responses to this entry through the | RSS feed. You can leave a response, or trackback from your own site.