Whatsapp non è sicura, lo dice Durov di Telegram

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WhatsApp, non sarebbe sicura.

A parlare è il CEO di Telegram, che critica fortemente l’applicazione di Facebook.

Secondo Pavel Durov WhatsApp non solo non sarebbe sicura, ma sarebbe volontariamente piena di falle di sicurezza con l’obiettivo di rendere i contenuti accessibili e utilizzabili da terzi.

Durov ha accusato Facebook di favorire volutamente una situazione di scarsa sicurezza per trarne profitto, ingannando gli utenti con la promessa di una “crittografia end-to-end“.

“WhatsApp usa le parole ‘crittografia end-to-end’ come se fosse un incantesimo magico: da solo renderebbe automaticamente sicure tutte le comunicazioni. Questa tecnologia, però, non è un proiettile d’argento che può garantire la privacy assoluta”.

Durov fa poi notare la presenza di numerose backdoor, inserite a suo avviso di proposito all’interno di WhatsApp per garantire la presenza dell’applicazione in paesi come Russia ed Iran.

In poche parole, Whatsapp sarebbe una sorta di truffa che promette una sicurezza inesistente e una privacy compromessa.

Durov spiega come questa, per WhatsApp sarebbe la normale prassi nel mercato.

In conclusione Durov ha chiesto perché Whatsapp non abbia mai fornito il codice sorgente della sua app, cosa fatta da Telegram per garantirne l’autenticità e la sicurezza.

Accuse pesanti, che non hanno ricevuto smentite.

Se ci tenere alla sicurezza e alla privacy, forse è arrivato il momento di cambiare app.

Quella della privacy infatti, sembra una battaglia persa per gli utenti e le associazioni, oltre che per gli stessi stati che la richiedono sempre di più.

I colossi del web non hanno interesse in questo senso, e lo dimostrano le continue falle e le fughe di dati che hanno colpito la rete negli ultimi anni.

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